Mai 14, 2021
Von Emrawi
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FĂŒnf Jahre nach dem Kampftag an der Brennergrenze sind die GrĂŒnde, welche hunderte Aktivist*innen dazu brachten am Brenner zu demonstrieren, weiterhin aktuell. Der strukturelle Rassismus und Neokolonialismus der westlichen LĂ€nder verursacht weiterhin Tod und Leiden von tausenden Menschen, in den Lagern in Libyen, auf dem Grund des Mittelmeers, durch die UnterstĂŒtzung von diktatorischen Regimen, mit dem Verkauf von Waffen oder den Abwurf von Bomben, Hauptsache der Profit von Unternehmen und multinationalen Konzernen wird gesichert. In Italien erschießen Arbeitgeber einerseits versklavte Arbeiter*innen auf ihren landwirtschaftlichen Feldern, wie es kĂŒrzlich in Apulien geschah, andererseits wird die Staatsanwaltschaft aktiviert, wie es in Piacenza geschah, wo eine Untersuchung gegen die örtliche Arbeiter*innenbewegung unter anderem zur Einleitung von Verfahren zum Entzug der Aufenthaltsgenehmigung von streikenden auslĂ€ndischen ArbeitskrĂ€ften fĂŒhrte. In dieser erschreckenden Situation kriminalisiert das von Salvini und der 5-Sterne-Bewegung gewollte, aber von allen wichtigen politischen KrĂ€ften bereitwillig akzeptierte, Sicherheitsdekret, jede Form von politischem und sozialem Kampf mit jahrelangen Haftstrafen und dehnt den Zustand der bisher auf auslĂ€ndische ArbeitskrĂ€fte mit oder ohne Papiere angewendet wurde, auf die gesamte Bevölkerung aus. DarĂŒber hinaus wurden, insbesondere wĂ€hrend des Ausnahmezustands, in ganz Italien zahlreiche repressive Maßnahmen gegen Genoss*innen, die sich mit inhaftierten Personen solidarisierten, oder die sich mit Immigranten solidarisierten, durchgefĂŒhrt, da sie der Beihilfe zur illegalen Einwanderung beschuldigt wurden. Auf den Punkt gebracht wird das Prinzip bestĂ€tigt wonach – in den Absichten der Macht – die UnterdrĂŒckung und EinschĂŒchterung von Minderheiten die Funktion hat, die Mehrheit gleichzuschalten. Im Jahr 2016 wollte die österreichische Regierung – nach der Militarisierung der Brenner-Grenze – eine Sperre errichten, um Einwanderer daran zu hindern, nach Nordeuropa zu gelangen. Immer mehr Mauern und Barrieren (PalĂ€stina-Israel, Mexiko-USA, Syrien-TĂŒrkei, Ungarn-Serbien) entstehen, um die Privilegien einiger weniger gegen das Elend der vielen zu verteidigen. Diejenigen, die an diesem Tag am Brenner auf die Straße gingen, hatten nicht die Absicht, sich zu unterwerfen oder so zu tun, als sei nichts geschehen, wĂ€hrend ein paar Schritte von unseren HĂ€usern entfernt Vorrichtungen installiert wurden, die das einzige Ziel haben, die Zahl der Toten unter den Schutzsuchenden zu erhöhen. Diese Menschen sind zu anstrengenden Fluchten und gefĂ€hrlichen Reisen gezwungen, um eine menschenwĂŒrdige Situation zu suchen, in der sie leben können. Es ist die x-te Maßnahme eines langen Krieges gegen die Armen.

Im gleichen Zeitraum wurden tĂ€glich Gesichtskontrollen am Bahnhof in Bozen durch die Bereitschaftspolizei durchgefĂŒhrt, bei denen diejenigen, deren Hautfarbe sich von der weißen unterschied, systematisch angehalten und kontrolliert wurden. Jeder Kampf um die Durchsetzung von Gerechtigkeit und Freiheit hat historisch einen Preis getragen. Oftmals einen sehr hohen Preis vor allem fĂŒr diejenigen, die nicht gleichgĂŒltig geblieben sind gegenĂŒber dem Leiden der SchwĂ€chsten und gegenĂŒber den erstickten Schreien derer, die keine Stimme haben um gehört zu werden. Es ist von grundlegender Bedeutung, dass wir verstehen, dass es in diesem Prozess nicht nur um die einzelnen Angeklagten geht, sondern um alle! Denn wenn solche irrsinnigen Anklagetheorien durchgehen, könnte jeder_jede von uns der aktiv gegen ein kapitalistisches Wirtschaftssystem kĂ€mpft, die nĂ€chste Person sein, die angeklagt wird. Dieses Wirtschaftssystem, welches die Umwelt und die natĂŒrlichen Ressourcen verwĂŒstet und ausplĂŒndert, das immer tiefere AbgrĂŒnde zwischen einer kleinen Minderheit von privilegierten MilliardĂ€r*innen und einer riesigen Masse von Proletarier*innen grĂ€bt, welches immer mehr ausbeutet und uns unsere Rechte raubt, die in den KĂ€mpfen der Vergangenheit hart erkĂ€mpft wurden. Zeigen wir gemeinsam unsere SolidaritĂ€t mit den Angeklagten des Brenner-Prozesses und zwar auf die Art und Weise, die jeder*jede fĂŒr sich am angemessensten hĂ€lt.



*Original Text von Bolzano Antifa*

SOLIDARIETA’ AGLI IMPUTATI E ALLE IMPUTATE DEL BRENNERO

VenerdĂŹ 14 maggio presso il Tribunale di Bolzano verrĂ  pronunciata la sentenza per i fatti relativi alla manifestazione contro le frontiere del 7 maggio 2016 al Brennero. Per 63 compagni/e imputati/e l’accusa ha richiesto oltre 330 anni di carcere complessivi. Molti di loro sono imputati dell’articolo 419 del codice penale ossia Devastazione e saccheggio, un reato indefinito e dai contorni ambigui, utilizzato sempre piĂč spesso nei processi politici – legati a manifestazioni o rivolte nelle carceri – poichĂ© si presta a paradossali ed acrobatiche interpretazioni che possono trasformare un semplice danneggiamento in un’azione che puĂČ incredibilmente portare a condanne fino a 15 anni di carcere. Tutto ciĂČ sulla base della discrezionalitĂ  del giudice.

A 5 anni da quella giornata di lotta le ragioni che animarono centinaia di compagni e compagne a scendere in strada al Brennero non sono venute meno, anzi. Il razzismo strutturale ed il neocolonialismo dei paesi occidentali continua a provocare la morte e la sofferenza di migliaia di uomini e donne, nei lager in Libia, sul fondo del Mediterraneo, supportando regimi dittatoriali complici, vendendo armi o sganciando bombe dove il profitto di imprese e multinazionali lo richiede. In Italia invece da un lato mani padronali sparano ai braccianti schiavizzati nei campi agricoli, come successo da poco in Puglia, mentre dall’altro si attivano le Procure per intimidire i lavoratori che scioperano ricattando chi Ăš di origine straniera, come successo a Piacenza dove un’inchiesta contro il locale movimento operaio ha portato, fra le altre cose, all’avvio di alcune procedure di revoca del permesso di soggiorno per chi ha scioperato. All’interno di tale terrificante situazione il decreto sicurezza voluto da Salvini e dal movimento 5 stelle ma accettato di buon grado da tutte le principali forze politiche criminalizza con anni di carcere ogni forma di lotta politica e sociale estendendo a tutta la popolazione la condizione che prima era riservata agli stranieri, con o senza documenti. Oltre a ciĂČ, in particolare durante lo stato d’emergenza, numerose sono state in tutta Italia le operazioni repressive orchestrate contro compagni solidali con i detenuti o contro attivisti solidali con gli immigrati, venendo per ciĂČ accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. In poche parole si conferma il principio per cui – nelle intenzioni del potere – la repressione e l’intimidazione della minoranza ha la funzione di allineare la maggioranza.

Nel 2016 il Governo austriaco – dopo aver militarizzato la frontiera del Brennero – intendeva costruire una barriera per impedire agli immigrati di raggiungere il Nord Europa. Sempre piĂč muri e barriere (Palestina-Israele, Messico-Usa, Siria-Turchia, Ungheria-Serbia) sorgono in tutto il mondo per difendere i privilegi di pochi dalla miseria dei piĂč e chi scese in piazza al Brennero quel giorno non aveva intenzione di girarsi dall’altra parte o fare finta di nulla mentre, a pochi passi da casa nostra venivano attuati dispositivi che avrebbero avuto l’unico risultato di aumentare il numero di morti fra i dannati costretti a estenuanti fughe e pericolosi viaggi per cercare una situazione dignitosa in cui vivere. L’ennesimo provvedimento di una lunga guerra ai poveri che nello stesso periodo vedeva giornalieri controlli al viso nella stazione dei treni di Bolzano da parte dei carabinieri antisommossa, in cui chi aveva la pelle di un colore diverso dal bianco veniva sistematicamente fermato e controllato.

Ogni lotta per affermare un principio di giustizia e libertĂ  ha storicamente comportato un prezzo, spesso pesante per chi non Ăš rimasto indifferente alle sofferenze dei piĂč deboli ed al grido soffocato di chi non ha voce per farsi sentire. Abbiamo visto come i procuratori bolzanini siano determinati a farlo pagare.

É fondamentale che venga compreso come questo processo non riguardi solo i singoli imputati bensĂŹ tutti e tutte, poichĂ© se passano tali folli teoremi accusatori il prossimo ad essere accusato potrebbe essere, nei prossimi tempi che si annunciano a dir poco difficili, chiunque lotti attivamente contro un sistema economico capitalistico che devasta e saccheggia – questo sĂŹ – ambiente e risorse naturali, scavando abissi sempre piĂč profondi fra una piccola minoranza di miliardari e borghesi privilegiati ed un’enorme massa di proletari, sempre piĂč sfruttati e privati dei residui diritti faticosamente strappati con le lotte del passato, e alla mercĂš dei provvedimenti emergenziali di turno.

Manifestiamo, nelle modalitĂ  che ognuno ritiene piĂč opportuno, la nostra solidarietĂ  agli imputati e alle imputate del Brennero.




Quelle: Emrawi.org